Qui le cose vanno come vanno, non dovrei ma bevo troppo, non dovrei ma fumo 20 sigarette in una giornata e non voglio tornare a casa. La situazione non è delle più gravi ma mi infatidisce così tanto da volermi distaccare dalla realtà pur di non affrontarla. Codarda, stupida, so che basterebbe poco ma se i miei non lo fanno...perchè io dovrei?Per dare un esempio di maturità? A 26 anni mi trattano come una bambina quando conviene a loro.Mi sento usata, messa in mezzo, presa per il culo.
Mia madre è troppo piena di se, convinta, autoritaria. Tanto autoritaria da spaventare. Persino se stessa. Si svela per quello che è nell'incapacità di saper ammettere il suo essere umana ostinandosi ad essere una macchina priva di sentimenti fatta di pura ed essenziale razionalità.
Mio padre ingenuo come un bambino abbassa le orecchie tanto da chiudersi in se stesso , prendere decisioni sbagliate e concentrarsi sul tanto odiato lavoro.
Pur amandosi tanto e da così tanto, a volte sembra che non abbiano un canale di comunicazione.
Mi danno rabbia e io non ho mai saputo convivere con la rabbia. Almeno in casa sono sempre stata tranquilla. Ora che il problema è lo stare a casa per non vederli giocare al "gioco del silenzio" non so dove andare per stare in pace. Quindi vago. Torno quando la casa intera dorme, anche il mio pianoforte dorme...e non può darmi consolazione.
Avrei bisogno di un livido che non mi faccia pensare.
Avrei bisogno delle ali ai piedi.
C'è una canzone che ancora non ho scritto e mi gira in testa...
"Just tell me something...tell me what I want.
and LEt me pray what i'm dyng for
and let me cry what i believe in to
My last breath
give me just my feelings
and tell me what i need you to know ."

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